mercoledì 15 luglio 2015

L'estate infinita di Edoardo Nesi

Leggere L'estate infinita di Edoardo Nesi è come salire su una macchina del tempo: veniamo catapultati nell'Italia migliore di sempre, quella degli anni '70 e '80, un paese dove tutto sembrava possibile, dove la crisi non esisteva, dove bastava svegliarsi la mattina e rimboccarsi le maniche per poter cambiare il corso del destino. Un’Italia innamorata della vita e delle sue passioni, talentuosa e frenetica, laboriosa e sfrontata. 
Protagonista indiscusso di questa epopea tricolore l'imprenditore Ivo il Barrocciai (già protagonista del romanzo L'età dell'oro), prototipo del self made man all'italiana, che armato solo delle su idee e della sua audacia, fonda dal nulla un'azienda destinata al successo. Macchine di lusso, vacanze in Versilia, l'amore consumato con la stessa leggerezza con cui si beveva il prosecco. Il Barrocciai è il simbolo di un Paese ubriaco di benessere, votato agli eccessi, di un'Italia che aveva davanti a sé un futuro che sembrava non dovesse finire mai. Un passato così vicino eppure ormai lontanissimo.
Accanto alla storia dell'ascesa del Barrociai, seguiamo la storia di Cesare Vezzosi, detto "Il Bestia", piccolo imprenditore edile e di Pasquale Citarella, emigrato dall'Irpinia, che partito dal nulla saprà cavalcare l'onda del boom economico, strappando per sempre sé stesso e la sua famiglia dalla povertà.
Raccontando le loro vite Nesi ci parla della storia di tutti noi:
 «Senza di loro l’Italia non sarebbe nulla! La mattina si svegliano e partono come razzi, e lavorano tutto il giorno e tornano a casa quand’è buio, stanchi morti, appena in tempo per cenare tutti insieme e guardare la televisione e addormentarsi, e la mattina ripartire e così via, per anni e anni, felici senza neanche saperlo, d’essere felici».
Un elogio ai piccoli imprenditori e all'Italia laboriosa delle botteghe, denso di nostalgia e di rimpianti, che lascia uno retrogusto amaro, un lieve senso di malinconia, come il risveglio alla mattina quando i sogni svaniscono debolmente e non ci resta che fare i conti con la realtà.


Indicazioni terapeutiche: per chi crede nell'ottimismo e non si lascia abbattere dalla nostalgia.

Effetti collaterali: "...in quei giorni meravigliosi e rarissimi in cui per qualche ragione ti svegli la mattina e ti pare d' esser vivo per davvero e intorno a te il mondo profuma e brilla e sei sicuro di capire ogni cosa, e vedi il futuro, e sei certo che sarà pieno di fortuna e di cose belle, e allora trovi il coraggio di dire quello che volevi dire da tanto tempo..."
Come vorrei che ogni giorno fosse così: che bastasse svegliarsi la mattina per credere che ogni cosa sia possibile, che il mondo non sia altro che un enorme scatola per esaudire i nostri desideri.
Come vorrei che ogni giorno fosse pieno di sole e sorprese, e corse fino a perdere il fiato,  e tramonti sul mare, e gare sulle biciclette, e risate, e baci al sapor di cioccolato...
Come vorrei che ogni giorno fosse una lunga estate infinita.

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