lunedì 23 febbraio 2015

Il serpente di di Dio di Nicolai Lilin

Il serpente di  Dio è un romanzo duro, crudo, che ci spalanca una finestra sulla crudeltà del mondo. Non è il mondo che vorremo, ma è la realtà, quella che non fa sconti, quella con cui bisogna scendere a patti ogni giorno se si vuole sopravvivere.
I protagonisti di questo romanzo sono Ismail e Andrej, due ragazzi amici da sempre, cresciuti in un piccolo villaggio nascosto tra le montagne del Caucaso. Un luogo quasi magico, dove musulmani e cristiani convivono in pace grazie ad un antico patto.
La loro vita scorre tranquilla finché la violenza del mondo non interviene con tutta la sua forza: Konstantin, agente dei servizi segreti federali russi, e Hassam, capo di una banda terrorista, intendono trasformare il villaggio in un avamposto per i loro traffici di droga, costringendo gli abitanti a collaborare.
Inizia così una corsa contro il tempo senza esclusioni di colpi, nella quale Isamil e Andrej saranno chiamati a salvare tutto quello che conoscono, una corsa destinata a culminare in un epilogo che lascerà i lettori a bocca aperta.
L'autore di Educazione Siberiana, Nicolai Lilin ci consegna un libro potente, che sconvolge per la sua crudeltà ma lascia uno spiraglio alla speranza, mescolando, come in una fiaba siberiana, brutalità e meraviglia. 
Siamo di fronte a molto di più di un romanzo di avventura o spionaggio: un caleidoscopio di storie, dove si intrecciano le vicende di numerosi personaggi, spie, soldati, terroristi, killer, ognuno spinto dal proprio istinto di sopravvivenza.  Una carrellata di antieroi, crudeli e senza scrupoli, delineati in tutta la loro debolezza e umanità. Non c'è nessun uomo nero da incolpare. Qui siamo di fronte all'abisso che c'è in ogni essere umano, dove bene e male si mescolano, dove non c'è un confine tra ciò che è giusto e ciò che non lo è.

Particolare della copertina

Indicazioni terapeutiche: per chi desidera immergersi nelle storie, per chi ama i personaggi analizzati a 360 gradi.  Sconsigliato a chi si impressiona facilmente.

Effetti collaterali: L'autore, purtroppo o per fortuna, attinge ad un repertorio di  cose che conosce bene, per averle vissute in prima persona,  mescolando sapientemente fiction e verità. Ciò ci pone di fronte ad un romanzo che non può non far riflettere su alcuni temi che occupano le pagine dei telegiornali ogni giorno: l'Ucraina, l'Isis, il terrorismo. Quanto di ciò che ci viene detto è vero? Siamo solo marionette mosse da abili burattinai?
Resta la consapevolezza che il mondo sia un puzzle molto più complicato di quanto vogliono farci credere, in cui ognuno di noi deve decidere da che parte stare e, soprattutto, quanto è disposto a rischiare pur di conoscere la verità.


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